Lunigiana, i borghi più belli da scoprire con un viaggio sostenibile

Tra l’Appennino tosco-emiliano, le Alpi Apuane e la valle del fiume Magra si estende una terra di confine costellata di castelli, ponti in pietra, pievi, boschi e piccoli centri medievali. I borghi più belli della Lunigiana non chiedono visite frettolose: invitano a camminare nei vicoli, entrare nelle botteghe, ascoltare il rumore dei torrenti e osservare il paesaggio da una terrazza naturale.

La posizione appartata ha contribuito a conservare architetture e tradizioni, ma ha anche reso particolarmente delicato l’equilibrio tra sviluppo turistico e vita quotidiana. Scegliere un viaggio sostenibile in Lunigiana significa distribuire le visite su più giornate, preferire strutture gestite localmente, acquistare prodotti del territorio e limitare gli spostamenti inutili. Il treno può essere utilizzato per raggiungere i principali centri della valle, mentre cammini, biciclette elettriche e trasporti locali aiutano a esplorare le località più vicine.

L’itinerario può svilupparsi tra Pontremoli, Mulazzo, Bagnone, Filetto e Fosdinovo. Non si tratta di una graduatoria, ma di cinque tappe capaci di raccontare anime diverse dello stesso territorio: la Via Francigena, la memoria dei Malaspina, il rapporto con l’acqua, le antiche strutture fortificate e il paesaggio sospeso tra montagne e mare.

Pontremoli e la Via Francigena

Veduta di Pontremoli con il ponte in pietra, il Castello del Piagnaro e camminatori lungo la Via Francigena

Pontremoli è una delle porte storiche della Toscana e rappresenta un punto di partenza naturale per esplorare la Lunigiana. Il centro si sviluppa tra i corsi d’acqua Magra e Verde, collegando piazze, ponti e strade sulle quali sono passati mercanti, viaggiatori e pellegrini. La presenza della Via Francigena in Lunigiana continua a definire il carattere del luogo, offrendo la possibilità di affiancare alla visita culturale alcuni tratti da percorrere a piedi.

Dalle vie del centro si sale verso il Castello del Piagnaro, fortezza che domina i tetti e le montagne circostanti. Al suo interno si trova il Museo delle Statue Stele Lunigianesi, dedicato alle enigmatiche figure antropomorfe scolpite nell’arenaria dalle popolazioni vissute nella valle del Magra. Raggiungere il castello camminando consente di attraversare gradualmente la parte più antica della città e di cogliere il legame tra architettura, territorio e funzioni difensive.

Per una visita responsabile conviene fermarsi almeno una notte, evitando di trasformare Pontremoli in una sosta consumata nell’arco di poche ore. Pernottare in una piccola struttura del centro, mangiare in una trattoria che utilizza ingredienti locali e acquistare nelle attività di vicinato permette di sostenere direttamente l’economia delle comunità locali. Anche la tradizione gastronomica, dai testaroli alle torte d’erbi, diventa parte di un’esperienza culturale e non soltanto un assaggio occasionale.

Pontremoli è raggiungibile in treno e può quindi funzionare come base per chi desidera ridurre l’impiego dell’automobile. Prima di partire è utile verificare collegamenti e orari, soprattutto nei giorni festivi, organizzando eventuali trasferimenti verso le aree collinari. Il risultato è una prima tappa fondata sulla mobilità lenta e consapevole, coerente con la storia di una città nata lungo una grande via europea.

Mulazzo tra libri, paesaggio e memoria

Mulazzo appare adagiato su un’altura, circondato dal verde e segnato dalle testimonianze della famiglia Malaspina. Le case in pietra, gli archi e i passaggi del nucleo storico accompagnano verso la torre medievale e gli spazi dedicati alla storia locale. Qui il paesaggio non è un semplice sfondo: le montagne, la valle e i boschi spiegano perché il borgo abbia avuto per secoli una posizione strategica.

La memoria di Dante e dei Malaspina costituisce uno dei principali fili narrativi della visita. La Via Dantis propone una lettura del legame tra il poeta e la Lunigiana, mentre l’Archivio Museo dei Malaspina conserva materiali dedicati alla famiglia e al navigatore Alessandro Malaspina. Fermarsi nei luoghi culturali del borgo favorisce una forma di turismo della memoria capace di sostenere attività museali, associazioni e progetti di valorizzazione.

Il territorio comunale comprende anche Montereggio, noto per la storia dei librai ambulanti che partirono dal paese portando volumi e cultura in diverse città italiane. Questa identità rende Mulazzo una tappa particolarmente adatta a un viaggio lento: una mattinata può essere dedicata al centro storico e il resto della giornata alle frazioni, ai sentieri o a una sosta presso un produttore locale.

Per limitare l’impatto degli spostamenti è preferibile riunire le visite della zona nella stessa giornata, evitando continui tragitti avanti e indietro. Una bicicletta elettrica può essere utile sulle strade collinari, purché il percorso venga scelto in base all’allenamento e alle condizioni del traffico. Il rispetto della quiete, delle proprietà private e degli abitanti trasforma la scoperta di Mulazzo in una vera esperienza di ospitalità diffusa e rispettosa.

Bagnone tra acqua, pietra e botteghe

Borgo medievale di Bagnone con case in pietra, torrente, ponte storico e bicicletta elettrica

Bagnone deve il proprio nome al torrente che attraversa il territorio e modella uno degli scorci più riconoscibili della Lunigiana. Il borgo si sviluppa tra ponti, edifici in pietra, passaggi coperti e vedute sulle gole percorse dall’acqua. Sopra il nucleo abitato si trova il castello, intorno al quale nacque l’insediamento più antico, mentre più in basso si sviluppò l’area legata ad artigiani e commercianti.

Il rapporto tra paese e torrente rende Bagnone una destinazione piacevole anche nelle giornate calde, ma l’acqua richiede attenzione. Dopo piogge abbondanti i sentieri e le pietre possono diventare scivolosi, mentre l’accesso alle aree naturali deve sempre rispettare segnaletica e condizioni locali. Osservare gole e cascatelle senza uscire dai percorsi tutela sia i visitatori sia il fragile ecosistema del torrente Bagnone.

Il centro invita a fermarsi nelle piccole attività, dove la sostenibilità assume una dimensione concreta. Acquistare pane, formaggi, miele, conserve o prodotti a base di castagne riduce la distanza tra viaggiatore e filiera agricola. La cucina lunigianese conserva preparazioni legate alle stagioni e alle risorse disponibili nelle valli, offrendo un modo immediato per conoscere la cultura materiale del territorio.

Una permanenza più lunga consente di esplorare anche le frazioni e i borghi della valle, invece di concentrare tutto sulla fotografia del ponte o del castello. L’ideale è scegliere un agriturismo che utilizzi energie rinnovabili, proponga prodotti propri o collabori con aziende vicine. In questo modo il soggiorno sostiene la filiera corta della Lunigiana e favorisce una distribuzione più equilibrata delle presenze.

Filetto da attraversare senza fretta

Filetto, frazione di Villafranca in Lunigiana, conserva una struttura geometrica che rimanda alle sue origini fortificate. Il nome viene collegato al termine greco “fulacterion”, riferito a un luogo difeso e sorvegliato. Entrando nel borgo si attraversano porte, piazze e vicoli racchiusi da edifici compatti, in un ambiente che restituisce con chiarezza l’organizzazione di un antico insediamento.

La visita richiede poco spazio e molto tempo. Le dimensioni ridotte permettono di muoversi interamente a piedi, osservando portali, cortili, muri e cambiamenti nella tessitura urbana. Proprio per questa ragione Filetto non dovrebbe essere considerato una scenografia da attraversare velocemente, ma un luogo abitato in cui mantenere un tono di voce discreto e rispettare gli accessi privati.

Nei dintorni si trova una selva legata a ritrovamenti archeologici, tra cui Statue Stele e menhir. Il rapporto tra il nucleo fortificato e il paesaggio circostante può essere approfondito con una passeggiata, evitando di abbandonare rifiuti o raccogliere elementi naturali. Una borraccia riutilizzabile e un piccolo contenitore per riportare con sé ogni scarto sono gesti semplici, ma essenziali per un turismo a rifiuti ridotti.

Filetto può essere abbinato a Villafranca e Bagnone, riducendo i chilometri percorsi e costruendo una giornata coerente. Pranzare in zona, visitare un museo del territorio o acquistare da una bottega aiuta a evitare il modello del turismo “mordi e fuggi”. La vera ricchezza della tappa risiede nella possibilità di praticare una scoperta lenta dei piccoli borghi, lasciando che siano i dettagli a guidare il percorso.

Fosdinovo e il paesaggio tra monti e mare

Fosdinovo occupa una posizione panoramica nella parte orientale della Lunigiana, affacciandosi verso la valle del Magra e la costa. Il profilo del borgo è dominato dal Castello Malaspina, una delle fortezze meglio conservate del territorio. Il nucleo originario risale al Medioevo e l’edificio divenne nel XIV secolo un importante centro politico e militare dei feudi malaspiniani.

La visita al castello permette di comprendere l’organizzazione del potere che per secoli ha frammentato la Lunigiana in domini, torri e fortificazioni. Attorno alla fortezza si sviluppano strade, case e punti panoramici dai quali lo sguardo raggiunge le Alpi Apuane e, nelle giornate limpide, il mare. Fosdinovo possiede inoltre il riconoscimento Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, legato alla qualità dell’accoglienza nei piccoli centri dell’entroterra.

La posizione collinare richiede una pianificazione accurata. Le strade non sempre sono adatte a chi non è abituato a pedalare in salita, perciò una e-bike, un trasferimento condiviso o un soggiorno direttamente nel borgo possono rappresentare alternative più sostenibili rispetto a numerosi spostamenti individuali. Visitare il castello negli orari di apertura e prenotare eventuali attività consente inoltre di evitare viaggi a vuoto.

Un itinerario sostenibile tra i borghi più belli della Lunigiana può occupare quattro o cinque giorni, dedicando una zona a ciascuna giornata. Dormire in due sole basi, ad esempio Pontremoli e l’area di Fosdinovo o Aulla, riduce i cambi di struttura e rende gli spostamenti più ordinati. Agriturismi, alberghi diffusi e dimore recuperate con materiali locali permettono di mantenere un rapporto diretto con il paesaggio e con le persone che lo custodiscono.

La Lunigiana rivela il suo carattere migliore a chi accetta di rallentare. Camminare lungo un tratto della Francigena, ascoltare l’acqua a Bagnone, entrare in una bottega di Filetto o osservare la valle da Fosdinovo trasforma la vacanza in un’esperienza di turismo responsabile nei borghi. La sostenibilità nasce così da scelte quotidiane: restare più a lungo, consumare localmente, produrre meno rifiuti e attraversare il territorio con una presenza discreta e rispettosa.