TEL AVIV (ISRAELE) (ITALPRESS) – Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha dichiarato che il ministro dell’intelligence iraniano, Esmaeil Khatib, è stato ucciso in un raid aereo israeliano a Teheran durante la notte, aggiungendo che oggi sono previste “significative sorprese” che “intensificheranno la guerra” con l’Iran e il suo gruppo alleato Hezbollah in Libano. Lo riferisce una nota dell’ufficio di Katz, che conferma le indiscrezioni stampa emerse in precedenza. “Nel corso della giornata, sono previste significative sorprese in tutti gli ambiti che intensificheranno la guerra che stiamo conducendo contro l’Iran e Hezbollah in Libano”, ha affermato. “L’intensità degli attacchi in Iran sta aumentando”, ha aggiunto. Katz ha inoltre affermato che insieme al primo ministro Benjamin Netanyahu hanno “autorizzato le Forze di difesa israeliane a eliminare qualsiasi figura iraniana di alto livello, senza necessità di ulteriore approvazione”.
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha confermato ufficialmente la morte del ministro delle Intelligence Esmail Khatib, insieme ad altri alti funzionari, in quello che viene definito come un “atto terroristico”. In un messaggio pubblicato sulla sua pagina ufficiale su X, Pezeshkian ha dichiarato: “Siamo stati colpiti dalla tragedia dell’assassinio di Esmail Khatib, Ali Larijani e Aziz Nasserzadeh, assicurando che l’Iran proseguirà “con maggiore fermezza e solidità di prima”.
FORTI ESPLOSIONI DOPO ATTACCO A IMPIANTI PETROLCHIMICI DI SOUTH PARS
Secondo l’agenzia iraniana Tasnim, potenti esplosioni sono state udite nella zona di South Pars a seguito di un attacco che ha colpito impianti petrolchimici e infrastrutture legate al più grande giacimento di gas al mondo, condiviso tra Iran e Qatar. Diverse le strutture prese di mira, con danni ancora in fase di valutazione. Non è stato specificato ufficialmente l’autore dell’attacco. Il ministero degli Esteri del Qatar ha reagito duramente definendo l’azione “un passo pericoloso e irresponsabile”, sottolineando che South Pars rappresenta l’estensione diretta del North Fieldqatariota. Doha ha avvertito che colpire queste infrastrutture condivise minaccia la sicurezza energetica globale, regionale e l’ambiente, lanciando un appello al contenimento e al rispetto del diritto internazionale.
“Il fatto che Israele abbia preso di mira infrastrutture collegate al giacimento iraniano di South Pars, un’estensione del giacimento qatariota di North Field, è un passo pericoloso e irresponsabile nel contesto dell’attuale escalation militare nella regione”. Lo ha scritto il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar, Majed al-Ansari, su X, aggiungendo: “Colpire le infrastrutture energetiche costituisce una minaccia alla sicurezza energetica globale, nonché alle popolazioni della regione e al suo ambiente”. Al-Ansari ha invitato tutte le parti a non colpire “infrastrutture vitali”. I ministri degli Esteri degli Stati del Golfo si riuniranno oggi nella capitale dell’Arabia Saudita per discutere della guerra. L’attacco al giacimento di South Pars ha interessato le fasi 3, 4, 5 e 6, secondo quanto riportato dalla televisione di stato iraniana, che ha accusato Israele e gli Stati Uniti dell’attacco. L’Iran ha dichiarato di aver chiuso queste fasi del giacimento per fermare la propagazione dell’incendio. Il giacimento condiviso tra Iran e Qatar di South Pars-North Field è il più grande giacimento di gas naturale condensato al mondo.
I PASDARAN MINACCIANO RITORSIONI
I pasdaran hanno minacciato di colpire impianti petroliferi in Arabia Saudita, negli Emirati Arabi Uniti e in Qatar, dopo i raid sul giacimento South Pars. Lo riporta la tv di Stato iraniana, secondo cui gli obiettivi sono la raffineria Samref in Arabia Saudita, il giacimento di gas di Al Hosn negli Emirati Arabi Uniti, il complesso petrolchimico di Al-Jubail in Arabia Saudita e il complesso petrolchimico di Mesaieed in Qatar. “Questi impianti sono diventati obiettivi diretti e legittimi e saranno colpiti nelle prossime ore. Si pregano tutti i cittadini, i residenti e i lavoratori di lasciare immediatamente queste aree e di mettersi in salvo senza indugio”, hanno avvertito i pasdaran.
RAID SU TEL AVIV, DUE MORTI
Un uomo e una donna sulla settantina sono stati uccisi a causa dell’impatto di un missile balistico, probabilmente dotato di una testata a grappolo, lanciato dall’Iran verso il centro di Israele, a Rama Gan, a est di Tel Aviv. Secondo le autorità di polizia, nella notte, dopo le sirene d’allarme, la coppia non avrebbe fatto in tempo a raggiungere la stanza sicura nella loro abitazione prima dell’impatto. I detriti del missile hanno ferito quattro persone e altri sono caduti sulla stazione centrale dei treni Savidor a Tel Aviv, facendo interrompere il servizio. Dopo l’attacco, la televisione di Stato iraniana ha annunciato l’attacco con munizioni a grappolo su Tel Aviv come ritorsione per l’uccisione dello stratega del regime iraniano, Ali Larijani. Dalla mezzanotte, dall’Iran sono state lanciate cinque ondate di attacchi con missili balistici su Israele.
RAID ISRAELIANI SU BEIRUT, ALMENO 6 MORTI
E’ di almeno sei morti e 24 feriti il bilancio di due attacchi israeliani che hanno colpito nella notte un appartamento nel quartiere centrale di Zoqaq al-Blat, a Beirut, non lontano dalla sede del governo e di diverse ambasciate. Lo riportano i media locali, aggiungendo che non è stato dato preventivamente alcun avviso. L’attacco è avvenuto vicino al luogo in cui l’esercito israeliano aveva colpito la scorsa settimana una filiale della società finanziaria Al-Qard Al-Hassan, legata a Hezbollah. Altri due raid, proseguono i media, hanno colpito due appartamenti nel quartiere centrale di Basta.
L’IRAN ATTACCA CON DRONI L’AMBASCIATA USA A BAGHDAD
Un attacco con drone ha preso di mira, la notte scorsa, l’ambasciata Usa a Baghdad, secondo quanto riferito da fonti della sicurezza e da testimoni. Un drone, secondo alcune fonti, avrebbe colpito direttamente l’ambasciata. Non è stato specificato se ci siano stati danni. Il drone, sempre secondo altre fonti, sarebbe caduto vicino alla recinzione di sicurezza dell’ambasciata. L’attacco è avvenuto poche ore dopo un altro attacco con droni e razzi contro l’ambasciata statunitense nella capitale irachena.
COLPO DI ARTIGLIERIA VICINO ALLA CENTRALE NUCLEARE DI BUSHEHR
La Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA) ha segnalato che un proiettile di artiglieria è caduto nelle vicinanze della centrale nucleare di Bushehr, nel sud dell‘Iran, nella serata di ieri. Secondo quanto riportato da fonti iraniane, inoltre, nella notte sono stati uditi tre forti esplosioni nella zona di Karaj, a ovest di Teheran. Al momento non risultano danni strutturali alla centrale di Bushehr né rilasci radioattivi, ma l’episodio avviene nel contesto di forti tensioni nella regione, con raid e attacchi aerei in corso che hanno già colpito vari siti iraniani. L’AIEA segue con attenzione la situazione per valutare eventuali rischi per la sicurezza nucleare.
USA: LEAVITT “DIMISSIONI DI KENT PROFONDAMENTE DELUDENTE”
“Il presidente degli Stati Uniti ha sempre considerato Joe Kent una persona valida e con un curriculum militare encomiabile, ma negli ultimi mesi non era coinvolto nei briefing di intelligence e non risultava presente con frequenza alla Casa Bianca”. Lo ha dichiarato la portavoce Karoline Leavitt parlando con i giornalisti, commentando le recenti dimissioni di Kent dal ruolo di alto funzionario dell’intelligence statunitense. Leavitt ha definito “profondamente deludente” la scelta di lasciare l’incarico accompagnata da una lettera che, a suo dire, contiene “affermazioni false”, tra cui l’accusa secondo cui il presidente sarebbe controllato da un Paese straniero. Un’affermazione che la portavoce ha giudicato “offensiva e ridicola. La decisione del presidente si basa esclusivamente su ciò che è nell’interesse migliore del Paese”, ha concluso Leavitt, ribadendo che il capo della Casa Bianca “agisce in autonomia e nell’interesse nazionale”.
IRAN “L’UCCISIONE DI LARIJANI NON AVRA’ ALCUN EFFETTO SUL SISTEMA POLITICO”
Il ministero degli Esteri iraniano ha affermato che l’uccisione di Ali Larijani non avrà alcun effetto sul sistema politico della Repubblica Islamica e ha annunciato l’introduzione di nuove norme per il passaggio delle navi nello Stretto di Hormuz una volta terminato il conflitto. Teheran ha precisato in una nota che tali misure saranno adottate per garantire la sicurezza e la regolarità del traffico marittimo nella strategica zona di transito.
IN ARABIA SAUDITA UNA RIUNIONE DEI MINISTRI ARABI PER LA CRISI IN MEDIO ORIENTE
Il ministero degli Esteri saudita ha annunciato che il Regno ospiterà questa sera, nella capitale Riyad, un incontro ministeriale consultivo con i ministri degli Esteri di un gruppo di paesi arabi e islamici, finalizzato a rafforzare il coordinamento e la concertazione per sostenere la sicurezza regionale e la stabilità del Medio Oriente. L’incontro si tiene in un momento di forte escalation delle tensioni nell’area, in particolare dopo i recenti attacchi iraniani contro paesi del Golfo e la Giordania, che hanno suscitato una larga condanna internazionale, culminata anche in una risoluzione del Consiglio di Sicurezza ONU. Il comunicato del ministero sottolinea l’obiettivo di intensificare gli sforzi congiunti per affrontare le attuali sfide alla sicurezza e garantire maggiore stabilità regionale, senza però fornire al momento l’elenco completo dei paesi partecipanti né i dettagli precisi dell’agenda. Il vertice si svolge mentre la regione continua a registrare un’escalation di azioni militari reciproche e minacce incrociate, rendendo ancora più urgente la necessità di una posizione arabo-islamica unita e coesa per preservare l’equilibrio e la sicurezza del Medio Oriente.
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